karin's profileQuesti space son tutti m...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    January 13

    Viaggio nell'anoressia

    Viaggio nell'anoressia
    Vi informo che i seguenti link e immagini sono tutti reali. Quello che leggerete e vedrete non è uno scherzo, purtroppo. Invito gentilmente a non prendere spunti deficienti e informo tutte quelle che hanno intrapreso questa strada, senza mezzi temini, che controllando il cibo NON STATE PRENDENDO IL CONTROLLO DI UN CAZZO. SIETE SCHIAVE NON PADRONE. QUANDO ARRIVERETE A MORIRE FORSE VE NE RENDERETE CONTO XCHE SIETE SERIAMENTE MALATE. Questa non vuole essere una propaganda ma un avvertimeno sulla tristezza e la follia della vita da anoressica.
    Questo intervento è stato inserito in "Salute e benessere" perchè tutto questo è ciò che non è tale.
     
     
    Princess_Paris vuole la perfezione. Laura esalta Nicole Ritchie come se avesse raggiunto la perfezione.
    Leggendo i vari blog pro ana e pro mia mi è venuta la pelle d'oca.
    Si trova di tutto se digiti le chiavi giuste...lettere da ana, decaloghi, consigli su come sboccare...la follia, ragazze alte 1.70 che pesano 50 chili e si vedono grasse, si odiano e si fanno schifo.
    E' quasi inquietante vedere ragazzine di 18 anni e anche molto meno ( il che è peggio ancora) completamnete deviate e in lotta con il cibo. 
    Miss Tiffany è tanto felice se ingoia meno di 300 calorie in un giorno e si giustifica se ha mangiato della cioccolata con altre "deviate" lettrici.
    Non trovo parole.
    come si fa a non denuciare questi blog al limite della scizofrenia!
    La facilità nel trovare vari delirii e diari alimentari malati è sconcertante, Blonde ama vedere le sue gambe rachitiche in leggings e la cosa MOSTRUOSA E' CHE TUTTE SI VEDONO BELLE?
    Sono blog tutti identici, frasi tutte uguali. L'ANORESSIA E LA BULIMIA, SENZA DARGLI NOMI AMICHEVOLI, SONO MALATTIE SERIALI, FRASI UGUALI E RACCONI IDENTICI L'UNO ALL'ALTRO,APHRODITE CONSIGLIA DI NON SBOCCARE LATTE....
     
     Tutte testimonianze tristissime che lasciano sconcertati, su come non se ne parli più e su come sia in diffusione, su come la gente si indigni nel vedere un corpo CONSUMATO E OSSEO SU UN CARTELLONE, PERCHE' VIENE RITENUTO OFFENSIVO....ALLORA COPRIAMO GLI OCCHI AI BAMBINI E IGNORIAMO UNA PIAGA, IGNORIAMO CHE LE NUOVE GENERAZIONI A CUI ABBIAMO CHIUSO GLI OCCHI OGGI, DOMANI SARANNO ANCHE LORO SU QUEL CARTELLONE O SOTTO TERRA....
     
    COME NASCE?

    La causa esatta di questo disordine non è conosciuta, ma gli atteggiamenti sociali nei confronti dei fattori di apparenza e dello sviluppo del corpo svolgono un ruolo nel relativo sviluppo. La circostanza interessa più frequentemente, solitamente le femmine nell' adolescenza o nell' età adulta giovane. Il vomito (spontaneo o auto-indotto) e l' uso inadeguato dei lassativi o dei diuretici sono comportamenti che possono accompagnare questo disordine.

    Di solito inizia con una dieta dimagrante senza controllo medico, oppure con una iniziale perdita di fame legata a un evento doloroso.

    Anche se il corpo è al di sotto del proprio peso ideale, la ragazza lo percepisce sempre "troppo grasso".

    In questo atteggiamento la ragazza può essere influenzata da spot pubblicitari (dove, per essere accettati, bisogna avere un corpo esile, agile...).

    Oppure può essere influenzata dall'idea di volere un corpo sottile e asciutto come tante top model.


    Normalmente vi sono problemi in famiglia: un padre estraneo alla vita della figlia, una madre possessiva, che induce nella figlia un forte senso di dipendenza (l'anoressica però rifiuta l'immagine del corpo materno).


    La ragazza teme l'apparire di quei segni corporei che segnalano l'identità femminile (seno, curve, ciclo mestruale...): in tal senso si può dire che l'anoressia esprime anche la paura di diventare adulta. Di qui l'esigenza di farsi crescere i capelli (per coprirsi) o di portarli cortissimi (per sembrare un maschio)

     

    GLI STADI DELL'ANORESSIA

    Inizialmente le fatiche dovute alla restrizione alimentare vengono "rinforzate" (cioè elogiate e approvate) dai genitori, dai parenti e dagli amici, e ciò procura una grande gratificazione e soddisfazione personale, soprattutto se il disagio e la sofferenza di partenza erano considerevoli.

    In un secondo momento lo stress e le fatiche della restrizione vengono sostituiti da un maggior senso di energia e da un generale stato di benessere. Questo sembra essere un meccanismo biologico essenziale per la conservazione della specie: infatti nei momenti di carestia è necessario che qualsiasi animale o essere umano faccia fronte a tale emergenza con un innalzamento dell'umore e di vitalità, per sopportare meglio la difficoltà e mettersi alla ricerca di nuovo cibo.

    seconda fase

    Quando termina lo stato di benessere dovuto alla perdita di peso, la mente viene via via invasa da pensieri ossessivi riguardanti il cibo. Anche questi pensieri nascono dall'istinto naturale, che governa la persona sino a quando non trova cibo per alimentarsi e quindi sopravvivere.
    Tale desiderio di nutrirsi è così intenso che la persona diventa sensibile a ogni odore, profumo e stimolo riguardante il cibo, e tutto il resto viene messo in secondo piano.
    Nasce così la paura di ingrassare e di perdere il controllo, e in effetti il rischio di abbuffate esiste, e per questo in tale fase si accentuano i rituali ossessivi e le regole rigide elencati in precedenza.
    L'umore diviene depresso, irritabile, ansioso, e genitori e parenti che circondano la ragazza cominciano a criticarla con insistenza.

    terza fase

    Si accentuano sempre più le emozioni negative; vengono anche compromesse le funzioni delle attività mentali superiori come la concentrazione, la memoria, la capacità di giudizio critico.
    Se nella seconda fase è ancora possibile studiare e ottenere buoni risultati a scuola, in questa ci si trova nell'impossibilità di seguire una normale attività sia scolastica che lavorativa.
    Quando la perdita di peso è particolarmente accentuata, l'iperattività viene incrementata.
    Frequenti sono inoltre i disturbi del sonno.

    Infine, per una percentuale di ragazze che vanno incontro alla morte, nei mesi che precedono questo tragico evento scompare l'ossessione per il cibo e compare un profondo stato di depressione e di astenia. A questo punto le capacità logiche e critiche sono a tal punto compromesse che la ragazza non si rende più conto di cosa sta succedendo, e solo se obbligata e fisicamente costretta a mangiare è possibile un recupero, pena la morte.

    Dalla descrizione fatta si può comprendere come man mano che il dimagrimento si fa più severo la mente viene invasa sempre più dalla paura di perdere il controllo e di ingrassare. Questo pensiero diventa col tempo l'unica legge che governa la mente di queste ragazze, al punto che diventa impraticabile ogni tentativo di convincerle a un trattamento se non quando toccano il fondo.

    Dopo la guarigione molte ragazze hanno affermato che solo nella fase iniziale la capacità di comprensione sia intatta e il pensiero orientato verso un forte desiderio di dimagrire, mentre dalla seconda fase in poi la lucidità di ragionamento è compromessa.
    Questo fa capire che la motivazione al trattamento dovrebbe iniziare quanto prima, nella seconda fase almeno, altrimenti solo un forte processo di costrizione può far desistere una ragazza dal perseverare.

    BULIMIA COME ALTERNATIVA 

    È frequente che l'anoressica alterni lunghi digiuni a grandi abbuffate, dalle quali però si libera rimettendo tutto, oppure prendendo ingenti quantità di lassativi e diuretici.

    Bulimia significa mangiare senza fame, senza uno scopo preciso: l'unica motivazione è quella di placare uno stato di ansia (come il latte calma il neonato).

    Il bulimico vive la sua condizione con un senso di colpa. Infatti quando è in compagnia non cade mai in questi eccessi. Il suo aspetto fisico è normale, o comunque non così magro come nell'anoressica.

    Il bulimico ha un'immagine fortemente negativa di sé. Non prende mai delle decisioni. Ancor più dell'anoressica, non ammette la propria malattia.

    La crisi possono avere una frequenza media di 2 a settimana, per un periodo che va dai 3 mesi in poi.



    Spesso la bulimia è la diretta conseguenza di una drastica dieta (al pari di una crisi di astinenza da droghe pesanti). (si ringrazia salus.it per il materiale fornito)

     

    Purtroppo  sull'anoressia e la bulimia non vi sono siti particolarmante approfonditi, ma trovare un aiuto è facile. Chiedere che un'anoressica o una bulimica trovi in sè la coscienza di uscirne è difficile, come per un tossico o per un'alcolizzato.

    Se sei genitore, fratello/sorella o amica/o troverai in internet vari indirizzi e numeti di telefono per aiutare chi ti sta vicino.

     Non sottovalutate l'anoressia. Non è una malattia solo di modelle o ragazzine, il tasso di mortalità rimane alto e le ragazze e i ragazzi malati sono molti, invisibili ma tantissimi.

     

     

    AndrzejDraganMarta5956913lg1anoressia%2034582_imganoressia--180x230anoressia2dddproproana5Senza nomeKeiranicoleritchec-765582pro-ana

     

      

    ABA – Associazione per lo studio e la ricerca su anoressia, bulimia, obesità e disordini alimentari

    Presidente

     

    Fabiola De Clercq

    Direttore scientifico
    Domenico Cosenza

    Sedi ABA

    Milano
    Via Solferino 14
    Tel 02/29000226 
    Resp. Fabiola De Clercq

    Roma
    Via Giambullari 8 
    Tel 06/70491912 
    Resp. Flaminia Cordeschi

    Centri Associati ABA

    Alessandria 
    Via Milano 36 
    tel 0131/325693 
    Resp. Marialaura Ippolito

    Ancona
    Corso Amendola 62 
    tel 071/31868 
    Resp. Giuliana Capannelli

    Bologna
    Via Castiglione 4 
    tel 051/230858 
    Resp. Barbara Giorni

    Catania
    Via Trieste 13 
    tel 095/371200 
    Resp. Giovanni Lo Castro

    Genova
    Via Colombo 12 
    tel 010/586281 
    Resp. Costanza Costa

    La Spezia
    Via F.lli Rossi 32 
    tel 0187/778436 
    Resp. Giovanni Balsari

    Torino
    Corso Tassoni 14 
    tel 011/7719091 
    Resp. Laura Piccolini

    Campello sul Clitunno 
    tel 0743/275739 
    C/o fondazione Giulio Loreti
    Resp. Giuliana Capannelli
    Località Sette Camini

    Venezia
    Dorso Duro 3648 
    tel 041/5229548 
    Resp. Giuliana Grando

    Verona
    Via Val Verde 50 
    tel 045/8012009 
    Resp. Vera Marna Fioravanti

    November 28

    1 dic quanto ne sai dell'AIDS? Leggere un po non fa male...

     

    GIORNATA MONDIALE ALLA LOTTA CONTRO L'AIDS

    1 DICEMBRE 2007

    QUANDO E COME NE SAI?

    Cos'è L'AIDS?

    L'AIDS è una sindrome causata da un virus specifico, HIV, che colpisce il nostro sistema immunitario provocando la riduzione delle difese dell'organismo.

    Una persona affetta da AIDS è maggiormente esposta alle infezioni.
    Tuttavia le infezioni tipiche di questa sindrome sono solo una ventina distinte in : 
    -Infezioni da batteri e protozoi, tra cui sono frequenti: Pneumocistosi, una polmonite causata da un protozoo di nome Pneumocistis Carinii; Toxoplasmosi, causata dal Toxoplasma Gondii, un protozoo che colpisce il cervello, l'occhio e raramente il polmone; La Tubercolosi, causata dal bacillo di Koch. 
    - Infezioni da virus tra cui Herpes, infezione da CitoMegaloVirus e HHV-8. 
    - Tumori: Linfomi, tumori delle ghiandole linfatiche; Sarcoma di Kaposi.
    - Infezioni micotiche tra cui è frequente l'infezione da Candida, un fungo che nelle persone immunodepresse si può sviluppare in bocca, nell'esofago e in altre parti del corpo. 

     

    Differenza tra sieropositività e AIDS.

    Quando una persona entra in contatto con l'HIV può diventare sieropositiva. Questo può verificarsi dopo un certo periodo, detto periodo finestra, che può durare fino a sei mesi.
    Sieropositiva é una persona che presenta la positività alla ricerca di anticorpi dell'HIV nel siero. 
    Il test quindi non indica la presenza del virus, ma solo degli anticorpi specifici che il nostro sistema immunitario ha sviluppato dopo il contatto col virus. Se il test risulta negativo va comunque ripetuto allo scadere dei 6 mesi
    , calcolati a partire dall'ultimo episodio ritenuto a rischio. 
    Un persona che risulta positiva al primo test, il test ELISA (Enzime Linked Immuno Sorbent Assay), viene sottoposta ad altri test di conferma, tra cui il Western Blot, più sicuro ma che non viene utilizzato come primo test per problemi di costi. Poi vengono effettuati test per valutare se e quanto il virus HIV ha danneggiato il sistema immunitario, tra cui fondamentale è la conta dei linfociti CD4.
     
    E' da poco disponibile un esame molto importante che misura la quantità di virus (copie di RNA virale) nel siero. Questo esame è fondamentale perché permette tra l'altro una verifica indiretta dell'efficacia dei farmaci antiretrovirali. 
    Esistono anche esami sul genotipo e fenotipo virale, che servono a individuare i ceppi mutanti resistenti ai farmaci. E' possibile effettuare questo esame in diversi ospedali. 

    Se in una persona si ritrovano gravi danni al sistema immunitario e la presenza di infezioni opportunistiche, si diagnostica l'AIDS. 
    In realtà la distinzione tra sieropositività e AIDS conclamato si basa su criteri schematici. E' nata negli Stati Uniti da esigenze assicurative. In alcuni casi si può stare meglio nella condizione di AIDS conclamato che in quella di sieropositività. 


    COME E IN CHE MODI SI CONTRAE?

    L'HIV è contenuto in grandi quantità nel sangue, nello sperma e nelle secrezioni vaginali delle persone infette. Tanto più vecchia è l'infezione, tanto maggiore è la quantità di virus contenuta nell'organismo.

    L'HIV è contenuto, seppure in quantità molto piccole, anche nelle urine, nella saliva, nel sudore e nelle lacrime delle persone infette

    Tuttavia il semplice contatto cutaneo con tutti questi liquidi biologici (sangue, sperma, saliva, ecc.) non è sufficiente a provocare l'AIDS.

    Per contrarre l'AIDS sono invece necessarie entrambe queste condizioni:

    - l'HIV per infettare l'organismo deve penetrarvi superando le sue barriere naturali di rivestimento, o esterne (pelle) o interne (mucose)
    - l'organismo infettato deve venire in contatto con alte quantità di virus

    L'Infezione da HIV si trasmette in tre modi:
     
    Per via ematica.
     
    Le trasfusioni di sangue infetto possono trasmettere il virus HIV. In Italia dal 1988 il sangue destinato a trasfusioni viene sottoposto a screening per il virus HIV.
    Lo scambio di siringhe può trasmettere il virus HIV. Iniettarsi droghe con siringhe nuove non trasmette alcun virus, ma può portare a comportamenti a rischio come appunto lo scambio di siringhe. 

    Per via sessuale.

    Il virus può essere presente oltre che nel sangue anche in altri liquidi biologici. Nello sperma e nelle secrezioni vaginali il virus può essere presente in grande quantità. 

    Per via verticale.

    La madre può trasmettere il virus HIV al figlio durante la gravidanza, al momento del parto o durante l'allattamento. La possibilità che questo avvenga si riduce fortemente se la madre è in terapia con antiretrovirali, fino ad essere meno del 10%. Il bambino non avendo anticorpi propri eredita gli anticorpi della madre, quindi può nascere sieropositivo, ma non avere il virus. 
    In questo caso il bambino ritornerà sieronegativo durante i primi mesi di vita. 
    Studi recenti dimostrano una notevole riduzione di casi di trasmissione dell'HIV nel caso in cui la madre sia sottoposta ad idonea terapia durante la gravidanza e partorisca con parto cesareo.

     

    Rapporti a rischio:

    Il rapporto di penetrazione vaginale è a rischio. 
    Il preservativo, se utilizzato correttamente e dall'inizio del rapporto, protegge.
     
    Il rapporto di penetrazione anale è a rischio. 
    La mucosa anale è delicata e soggetta a lesioni, inoltre nel rapporto anale vi è meno lubrificazione, quindi maggior possibilità di frizione e conseguenti microtraumi. 
    Anche in questo caso il preservativo, usato correttamente, dall'inizio del rapporto e con un lubrificante adatto, protegge.

    La fellatio, comportamento sessuale caratterizzato dalla stimolazione orale del pene (pompino), è a rischio. 
    Una persona sieropositiva che pratica la fellatio a una persona sieronegativa non rischia di trasmettere l'infezione. Il rischio si corre quando la persona cui è praticata la fellatio è sieropositiva. 
    Sulla possibilità di trasmissione dell'HIV attraverso la fellatio vi è comunque un dibattito tra chi considera questa pratica a rischio di trasmissione dell'HIV e chi sostiene che la possibilità è solo teorica (plausibilità biologica). 
    E' comunque consigliabile praticare la fellatio con il preservativo, ma nel caso non lo si utilizzi è necessario evitare lo sperma in bocca. 

    Il cunnilingus, comportamento sessuale caratterizzato dalla stimolazione orale dell'organo genitale femminile è a rischio.
    Le secrezioni vaginali possono contenere il virus HIV, pertanto esiste una possibilità (solamente teorica, perché nella realtà non esistono casi accertati) di trasmissione dell'infezione. Il cunnilingus è da evitare nel caso di mestruazioni. 
    L'utilizzo della diga interdentale o comunque di uno strato in lattice (che si può ottenere da un preservativo) applicato come barriera elimina il rischio. 

    L'anilingus , la stimolazione orale dell'ano (rimming) è una pratica considerata a rischio per altri tipi di infezione. Per proteggersi è consigliabile l'uso della diga. 

    Il fisting, cioè la penetrazione anale col pugno è considerata a rischio per la facilità di provocare lesioni attraverso le quali potrebbe passare il virus.
     
    La pioggia dorata (golden shower) può essere pericolosa in presenza di sangue in quantità cospicua nelle urine. 

    Il virus HIV non si trasmette: 

    Abbracciandosi. 
    L'atto di abbracciarsi e stringersi non trasmette l'infezione. 

    Accarezzandosi. 
    L'HIV non si trasmette scambiandosi carezze.
     
    Baciandosi.
    Non è mai stato segnalato un caso di contagio attraverso il bacio.
    Considerando che nel mondo ogni giorno ci si scambiano decine di milioni di baci profondi, é possibile considerare sicuro questo tipo di rapporto. 

    Masturbando il partner
    Masturbare il partner non trasmette l'infezione a condizione che lo sperma o le secrezioni vaginali non vengano a contatto con ferite aperte.
     
    Facendo il bagno o la doccia insieme. 
    L'utilizzo in comune di vibratori e altri oggetti di questo tipo è sicuro a condizione che si metta un preservativo sull'oggetto e lo si sostituisca ad ogni nuova penetrazione. Buona pratica è lavare il vibratore, o altro, in un disinfettante.

    Nei contatti quotidiani. Nessun familiare di una persona sieropositiva è mai stato infettato. In caso di convivenza con una persona sieropositiva é sufficiente rispettare le comuni norme igieniche: non usare oggetti che possono entrare in contatto con il sangue, cioè spazzolini da denti e oggetti taglienti come forbici, rasoi ecc.


    PREVENIRE E' MEGLIO CHE CURARE!

    USO DEL PRESERVATIVO

    Infilalo prima della penetrazione e quando l'erezione e' completa.

    Appoggialo sul glande e srotolalo lungo il pene, se non scivola con facilita' probabilmente hai sbagliato verso, GIRALO (il preservativo naturalmente!!).

    Nell'indossarlo stringi tra due dita il serbatoio per evitare che in esso rimanga aria e srotolalo fino alla radice del pene eretto.

    Un'adeguata lubrificazione e' utile per prevenire eventuali rotture.

    Non usare lubrificanti grassi (vasellina, olio da cucina, lozioni oleose, burro o margarina, etc.) perche' possono danneggiare la menbrana di lattice. Anche la saliva e' sconsigliata.

    Non ti fidare di quelle soostanze chimiche, spermicida e simili, che promettono di danneggiare il virus: non e' dimostrata nessuna efficacia contro il virus, sono inritanti ed a lungo andare possono risultare dannose alla tua salute.

    Usa il lubrificante sulla parte esterna del preservativo; e' bene lubrificare anche l'ano.

    Non lubrificare il pene prima di indossare il preservativo.
    Potrebbe sfilarsi durante il rapporto. 

    Il pene va retratto subito dopo l'eiaculazione perche' quando l'erezione viene meno il profilattico puo' scivolar via facendo fuoriuscire lo sperma.
    Durante la ritrazione tieni saldamente la base del preservativo. 

    Non usare lo stesso preservativo per penetrare piu' persone.
    Ad ognuno il suo!

    Non disperdere i preservativi nell'ambiente.
    L'uso del lubrificante permette di ridurre in maniera significativa le rotture dei preservativi, che si avverano, di regola, durante i primi mesi d'uso inesperto (è facile: ma anche questo dev'essere imparato!).
    Il lubrificante è anche un ottimo aiuto nelle sedute di allenamento....



    SESSO SICURO
    Vi sono molti modi in cui si può fare sesso sicuro, il grande vantaggio è che ci si può divertire senza paure e senza avere poi ripensamenti negativi

    - masturbarsi reciprocamente.

    - stimolarsi l'ano con le dita: questa tecnica è assolutamente sicura ma non usare lo stesso dito per stimolare il tuo partner e te stesso!

    - baci: profondo, superficiale, drtitto o rovescio è assolutamente sicuro!

    - maneggiarsi, strofinarsi, leccarsi.

    - dildo, vibratori, falli artificiali sono sicuri ma non usare lo stesso per te e per il tuo partner: puoi metterci un preservativo e cambiarlo!

    - rapporto orale con il preservativo.


    SESSO SICURO A CERTE CONDIZIONI


    - rapporti vaginali con il preservativo, usandolo correttamente come dicevamo prima e a condizione che non si rompa (occhio!)

    - rapporti anali con il preservativo: la condizione è lo si usi correttamente e che non si rompa ( nel caso ci sia rischio è meglio fare un test)

    - fist fucking, mettere il pugno enll'ano dell'altro:la condizione è che non si abbiano ferite nella mano (per essere totalemente sicuri puoi utilizzare un guanto di lattice che puoi comprare in farmacia)

    - legarsi,pizzicarsi, mordersi, picchiarsi: la condizione è di non far uscire sangue che possa penetrare nel tuo corpo.


    SESSO A BASSO RISCHIO


    - leccarsi il buco del culo e "sesso sporco"(entrare in contatto con le feci): il rischio è che si può leccare del sangue o raccogliere un po' di feci che lo contengono. Puoi prenderti, inoltre altre malattie veneree.

    - fare o farsi fare pompini senza preservativo: anche se non si viene in bocca o non si causano ferite, c'è la possibilità di fuoriuscita di liquido prespermatico e il rischio di prenderti altre malatie veneree.


    SESSO AD ALTO RISCHIO
     


    - rapporti anali senza preservativo: penetrare o essere penetrati e sempre rischioso; durante il rapporto anale si verificano facilmente delle lesioni, il rischio di lesioni riguarda sia la mucosa anale che il glande o l'uretra. Anche se non c'è eiaculazione, ci può essere, quindi, infezione per contatto sangue-sangue!

    - rapporti orali con eiaculazione in bocca: la quantità di virus presente nello sperma è elevata e può finire nel sangue. Non è rischioso come il rapporto anale senza preservativo ma... PERCHE' RISCHIARE ?


    RINGRAZIAMO ARCIGAY (clicca per visitare il sito) PER LE INFORMAZIONI, SPERANDO CHE SIANO VI SIANO STATE UTILI! L'AIDS COME SI PENSA, SEMBRA UNA MALATTIA LONTANA, MA IL RISCHIO C'E', QUINDI PERCHE' RISCHIARE?

    NON FATE LE O GLI SCHIZZINOSI O I TIMIDI IN FARMACIA, L'USO DEL PRESERVATIVO E' MOLTO IMPORTANTE ANCHE PER PREVENIRE ALTRE MALATTIE VENEREE NON MOLTO SIMPATICHE DA CURARE! L'AIDS NON DEVE ESSERE UN TABOO, UN CONFRONTO CON LE PERSONE VICINO A VOI PUO' ESSERE UN MODO UTILE PER SAPERNE DI PIU' O FARNE SAPERE DI PIU'!

    SE AVETE DUBBI E/O AVETE AVUTO RAPPORTI A RISCHIO POTETE RIVOLGERVI ALL'OSPEDALE PIU' VICINO E FATE UN TEST, E' SEMPRE IN FORMA ANONIMA ED E' UN GESTO DI RESPONSABILITA' E DI MATURITA', NESSUNO PENSA MALE!

    SE AVETE IL SOSPETTO DI AVERE CONTRATTO L'AIDS, PRIMA DI TUTTO DOVETE INFORMARE IL O I VOSTRI PARTNER, EVITARE RISCHI INUTILI E' SEMPRE LA COSA MIGLIORE! E INFINE FATE SESSO SESSO E TANTO SESSO SICURO EVITATE I RISCHI!